Marco Camisani Calzolari a Matera: ero in sala

Il 9 giugno 2026 sono andato al Cineteatro Guerrieri di Matera, all'incontro con Marco Camisani Calzolari — MCC, divulgatore digitale ed esperto di intelligenza artificiale — intitolato "Intelligenza Artificiale e Decisioni Aziendali Strategiche". In sala c'erano imprenditori, manager, professionisti e studenti — un pubblico misto e attento, con la voglia concreta di capire cosa l'AI può fare per il proprio lavoro.

L'evento è stato promosso dal Cluster Lucano Automotive "Fabbrica Intelligente" in collaborazione con il Digital Innovation Hub di Confindustria Basilicata. Il taglio era dichiarato fin dall'apertura: niente scenari fantascientifici, niente futuro lontano. Solo come usare l'intelligenza artificiale, oggi, dentro un'azienda reale. È esattamente il terreno su cui lavoriamo ogni giorno, e per questo ci tenevo a esserci di persona.

Le parole degli organizzatori"Abbiamo voluto realizzare questo evento divulgativo che, attraverso la voce autorevole e il volto noto di Camisani Calzolari, riuscisse a parlare a un pubblico trasversale." — Antonio Braia, presidente del Cluster Lucano Automotive.
Marco Camisani Calzolari sul palco al Cineteatro Guerrieri di Matera durante l'intervento su intelligenza artificiale e decisioni aziendali
Marco Camisani Calzolari al Cineteatro Guerrieri di Matera, 9 giugno 2026. (Foto: Potenza AI)

Le quattro idee al centro dell'intervento

Camisani Calzolari ha tenuto insieme due cose che spesso vengono separate: l'entusiasmo per ciò che l'AI rende possibile e la lucidità su come va governata. Ha riassunto il discorso in quattro idee.

  • L'AI a supporto delle decisioni strategiche. Non solo automazione di piccoli compiti, ma uno strumento per orientare l'azienda: come allocare le risorse, dove posizionarsi rispetto alla concorrenza, quali obiettivi darsi nel tempo.
  • Responsabilità e governabilità delle scelte. Le decisioni suggerite da un algoritmo non sono neutre. Servono limiti, sistemi di verifica e manutenzione, perché di fronte a un errore qualcuno debba poter dire "la decisione è mia". L'azienda resta responsabile.
  • Opportunità di business e gestione del rischio. I vantaggi competitivi dell'AI vanno tenuti insieme ai rischi della transizione digitale — su tutti la cybersecurity e la protezione dei dati aziendali.
  • Un cambio di paradigma culturale ed etico. Non una semplice novità tecnologica, ma un cambiamento della quotidianità aziendale, da guidare con competenza e senso etico — senza subirlo passivamente.
Il filo conduttoreL'intelligenza artificiale va governata da chi guida l'azienda, con consapevolezza e responsabilità. Non è la tecnologia a decidere la direzione: è l'imprenditore.
Slide di Marco Camisani Calzolari a Matera con la frase: le prime aziende a essere sostituite sono quelle che non usano l'AI
«Le prime aziende a essere "sostituite" sono quelle che non usano l'AI» — una delle slide di Camisani Calzolari a Matera. (Foto: Potenza AI)

Quello che mi è rimasto: l'AI è uno strumento

Di tutto l'intervento, la frase che mi è rimasta più impressa è la più semplice: l'AI è uno strumento, e va usata come tale.

Sembra ovvia, ma cambia tutto. Uno strumento non decide al posto tuo: amplifica quello che già sai fare. Un martello non costruisce la casa, ma nelle mani giuste la tira su più in fretta. L'intelligenza artificiale è lo stesso — moltiplica le capacità di chi la usa, a patto che chi la usa sappia dove vuole arrivare.

Questo si collega direttamente al punto sulla governabilità. Se l'AI è uno strumento, allora la responsabilità di ciò che produce resta di chi lo impugna. Non basta "accendere" un sistema e fidarsi: servono controlli, verifiche e una persona che risponda delle scelte. È la differenza tra usare l'AI e subirla.

Il vero divario: l'AI usata a metà

Guardandomi intorno in sala ho notato una cosa che vale più di qualsiasi statistica. Molte persone — anche imprenditori avviati — non sanno fino a che punto l'intelligenza artificiale può essere utile, nel lavoro come nella vita privata.

La usano, sì. Ma per compiti isolati: farsi generare un'immagine, tradurre un testo, farsi scrivere una mail. Cose utili, per carità. Ma è la punta dell'iceberg. Sotto la superficie c'è tutto il resto — ed è la parte che fa davvero la differenza per un'azienda.

Questo è, secondo me, il vero divario di oggi. Non è tra chi usa l'AI e chi non la usa. È tra chi la usa per qualche scorciatoia quotidiana e chi la mette dentro i propri processi, dove genera valore reale e misurabile.

I numeri lo confermano. Secondo l'ISTAT, le imprese italiane con almeno 10 addetti che usano almeno una tecnologia di intelligenza artificiale sono passate dall'8,2% del 2024 al 16,4% del 2025: raddoppiate in un anno. Ma il divario resta ampio — circa 25 punti percentuali tra PMI e grandi imprese — e il 63% delle aziende che adottano l'AI si trova al Nord. Per una PMI del Sud, e della Basilicata, è insieme un ritardo da colmare e un'occasione da prendere prima degli altri.

Le parole di Camisani Calzolari"Il rischio più grande dell'AI in azienda è non usare l'AI in azienda." — Marco Camisani Calzolari, frase mostrata a schermo durante l'intervento.

È il ribaltamento di prospettiva che serviva a quella sala. Di solito si parla dei rischi dell'adottare l'AI. Camisani Calzolari ha spostato il punto: il rischio vero è restare fermi mentre concorrenti e mercato vanno avanti. Non usarla — o usarla a metà — è già una scelta, e raramente la migliore.

Marco Camisani Calzolari a Matera accanto alla slide: il rischio più grande dell'AI in azienda è non usare l'AI in azienda
La frase chiave di Camisani Calzolari proiettata a Matera. (Foto: Potenza AI)

Cosa significa usare l'AI sul serio per una PMI lucana

Cosa c'è "sotto la superficie", in concreto, per una PMI? Qualche esempio di ciò che vediamo funzionare ogni giorno presso le aziende lucane.

  • Agenti AI sui processi. Non un chatbot che risponde a domande generiche, ma un assistente che gestisce richieste dei clienti, prepara preventivi, smista ordini. Ne parliamo nella pagina agenti AI e automazione.
  • Integrazione con gestionale ed e-commerce. L'AI che lavora sui dati reali dell'azienda — magazzino, catalogo, ordini — invece che su informazioni scollegate. Un esempio concreto è il caso del negozio di Potenza con gestionale ed e-commerce sincronizzati.
  • Automazione del lavoro ripetitivo. Fatture, prima nota, attività amministrative che rubano ore ogni settimana, gestite con meno errori e più velocità.
  • Dati a supporto delle decisioni. Esattamente il primo punto di Camisani Calzolari: usare l'AI per capire dove allocare risorse e come posizionarsi, non solo per sbrigare compiti.

Se vuoi una panoramica senza tecnicismi di cosa l'AI può fare per la tua attività, abbiamo preparato una guida dedicata: l'intelligenza artificiale per la tua azienda. E se vuoi entrare nel merito delle soluzioni, c'è la pagina intelligenza artificiale per le PMI. E se la tua attività è a Matera o nel Materano, abbiamo una pagina dedicata: software, siti web e AI a Matera.

Da Matera in poi: l'AI è una scelta di chi guida l'azienda

L'evento di Matera ha confermato una cosa in cui crediamo da sempre: l'intelligenza artificiale non è un reparto IT in più, è una scelta di chi guida l'azienda. Richiede consapevolezza, qualche competenza nuova e la volontà di non delegare la direzione a una macchina.

La buona notizia è che non serve diventare esperti di tecnologia. Serve un'idea chiara di dove si vuole arrivare e un interlocutore che traduca quell'idea in qualcosa che funziona nel contesto reale dell'azienda. Conoscere il territorio — le imprese della Basilicata, i loro tempi, i loro vincoli — qui fa una differenza concreta.

Se sei un'impresa del territorio e dopo Matera ti è rimasta la stessa domanda che girava in sala — "ok, ma io da dove comincio?" — è il punto di partenza giusto. Parliamone: si parte sempre da un processo reale, mai dalla tecnologia.

Fonti e approfondimenti

L'incontro è stato documentato dalla stampa e dagli enti del territorio. Le fonti dell'evento e dei dati citati: